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Fortunato Depero

Fortunato Depero ha regalato un tesoro culturale alla città di Rovereto

Fortunato Depero - un artista mondiale, un roveretano d'adozione

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1d/Fortunato_Depero.jpg

Ciò che Fortunato Depero ha regalato alla comunità trentina e alla città di Rovereto in particolare è un ruolo centrale nella scena artistica dell'arte contemporanea. Ne è espressione e consacrazione la "Casa D'Arte Futurista Depero" [1].

Depero ha un ruolo nella trasformazione del gusto estetico e simbolico che ha caratterizzato il secolo scorso e che permea la nostra esperienza non-solo visiva. L'importanza dell'arte nella vita quotidiana è stata recepita, trasformata ed influenzata dal grande maestro. È importante il suo contributo all'arte pubblicitaria dove usando i materiali più diversi ha precorso quel segno che oggi ci sembra naturale. Dagli anni '10 agli anni '30 ha interpretato la dinamicità e le speranze "futuristiche" dell'occidente conoscendo e talvolta collaborando con i grandi protagonisti del tempo.

Depero, nato a Fondo in val di Non (1982), ha vissuto a Rovereto e si è sentito Roveretano anche se la città ha compreso e valorizzato solo molto dopo la sua scomparsa (1959) l'eredità che ha lasciato. L'adesione incondizionata al fascismo del movimento futurista e di Depero è stata sicuramente una delle cause del declino che ha vissuto dopo gli anni 40 e che lo ha portato a vivere con notevole difficoltà. Lo stesso suo lavoro è diventato meno fresco, più ripetitivo ed accademico. I committenti privati non gli affidavano più lavori importanti mentre l'ente pubblico gli ha dato la possibilità di coronare il suo percorso affidandogli la decorazione della Sala del Consiglio della Provincia di Trento [2]. Alla sua morte, Depero, in cambio di un vitalizio per la moglie Rosetta, ha lasciato alla citta di Rovereto una casa-museo da lui organizzata e decorata con moltissime opere che coprono tutto l'arco della sua carriera artistica.

Molti cittadini roveretani lo hanno conosciuto ed hanno avuto rapporti con l'artista e/o con l'uomo. Molti dipinti, disegni, arazzi e mobili, al tempo spesso sottovalutati, sono ora esposti con orgoglio nelle case di Rovereto. La sua opera ha creato comunque una sensibilità che la città intera ora raccoglie e interpreta.

Depero, arazzi e Kilim

Cosa centrano le tarsie in panno con il Laboratorio Kilim?

Fortunato Depero è stato un artista a tutto campo; la sua attività ha spaziato dalla pittura al teatro dalla moda al design. Con gli artisti contemporanei ha iniziato ad usare nuovi materiali e a decorare gli oggetti di uso comune promuovendo un nuovo linguaggio.

Depero ha usato il panno di lana per produrre arazzi, cuscini, gilèt e persino cappelli come nessuno prima. Con la tecnica delle tarsie, questo morbido e coloratissimo materiale naturale gli ha consentito di realizzare con facilità le campiture monocromatiche che caratterizza(va)no il suo "segno" ed anche di ottenere dei "multipli" dello stesso soggetto.

Per la cucitura a mano di questi oggetti Depero ha allestito un ampio laboratorio artigianale dove si è avvalso della manodopera di alcune dipendenti e della direzione della moglie Rosetta. In quel laboratorio sono state prodotte le tarsie ora esposte alla Casa d'Arte Depero, e moltissime altre.


Ivana Bini

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Il laboratorio Kilim non avrebbe l'aspetto attuale senza il contributo di Ivana Bini (1927 - 2011). La mamma di mio marito Giancarlo è stata cliente e poi amica di Depero. Dagli anni novanta, prima con grande rispetto, poi via via con sicurezza e conoscenza delle tantissime opere realizzate o solo disegnate dal Maestro ha a sua volta creato un gran numero di omaggi con riproduzioni, opere derivate ed interpretazioni realizzate in panno di lana con una tecnica simile a quella originale.

Ivana, figlia di un industriale e madre di una numerosa famiglia, si è dedicata alla tecnica dell'arazzo negli ultimi venti anni della sua vita. Partita dalla riproduzione di disegni per bimbi con la tecnica della sovrapposizione non si fidava a riprodurre un'opera di Depero per una sorta di rispetto. Giancarlo le ha chiesto di fargli una riproduzione di una pubblicità per "Campari" e da lì non si è più fermata.

La produzione di oggetti per famigliari, parenti ed amici è diventata instancabile e le ha consentito di esplorare il fantastico mondo deperiano. La sua casa è una esposizione di riproduzioni di stoffe di Depero.

Le tarsie di Ivana diventano sempre più belle ed impegnative ed escono dal ristretto ambiente famigliare. Una collaborazione informale con Kilim le consente di mostrarle ed anche di venderne qualcuna in modo "ufficiale" (ente pubblico).

Dal 2000 la nostra collaborazione si fa più completa ed io imparo a tagliare e cucire le tarsie. Ivana trova ancora più stimolo nel fare le cose insieme.

Dal 2008, in corrispondenza con l'inaugurazione del nuovo Museo Depero aperto a pochi passi dal laboratorio, Kilim dedica una parte dello spazio al Deperismo. Alle tarsie di Ivana se ne aggiungono di nuove insieme a molti altri oggetti e sculture


 

Arazzi e tarsie in panno

 

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