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Dall'intreccio al tessuto passando per il filo

Anche se il tessuto può avere delle analogie con alcune forme esistenti in natura (ragnatele, certi tipi di foglie o cortecce d'albero) in realtà la sua struttura è molto diversa. É probabile che questi elementi abbiano suggerito l'idea di realizzare una forma piatta e flessibile, qual'è appunto il tessuto, ma è certo che l'evoluzione della tessitura sia conseguente allo sviluppo della filatura oltre che delle più antiche tecniche di intreccio.

L'origine del telaio e dell'intreccio ortogonale di un ordito con la trama, il tessuto appunto, deriva dall'esigenza di utilizzare materiali sottili e morbidi per ottenere manufatti raffinati e di grandi dimensioni.

L'uomo, da quando ha iniziato a diffondersi sul nostro pianeta, ha dovuto sicuramente scoprire e riscoprire più volte le tecniche per sopravvivere e per rendere migliore la propria esistenza. Ma, nonostante la sua innata intelligenza, chissà quanti tentativi ha dovuto fare prima di riuscire a piegare la natura a suo uso, trovare nuove soluzioni ed accumulare conoscenza.

In natura ci sono molti elementi che si prestano a essere legati (o intrecciati in qualche modo) per realizzare oggetti necessari e resistenti all'uso quotidiano. Molti vegetali hanno già una forma allungata e sono sufficentemente flessibili in modo da poter essere direttamente utilizzati. L'aggrovigliato intreccio naturale di qualsiasi pianta rampicante colpisce chi ne provi la resistenza e questo ha sicuramente suggerito all'uomo primitivo come fare per ottenere i primi utilissimi cordami.

Il mondo animale, oltre all'alimentazione, ha sicuramente fornito all'uomo preistorico le prime lunghe strutture con caratteristiche di flessibilità e resistenza tali da consentire, per esempio, la cucitura delle pelli con cui coprirsi.

La torcitura e l'intreccio di quegli elementi ha consentito la realizzazione di strumenti (p.es. corde) e suppellettili (p.es. stuoie) che noi ritroviamo anche nei reperti più antichi.

Dalle scoperte archeologiche abbiamo la prova che l'uomo è riuscito a sviluppare ovunque tecniche per ricavare cordami dai materiali che trovava nel territorio, magari trattandoli preventivamente per renderli lavorabili, duraturi ed esteticamente migliori.

L'uomo ha via via sviluppato la capacità di ottenere, sia dal mondo vegetale che da quello animale, fibre sempre più sottili e resistenti.

La filatura eseguita dapprima torcendo le fibre tra le mani e , successivamente, con l'aiuto del fuso, ha permesso di ottenere un elemento continuo, sottile e resistente, adatto a questo scopo: il filo.

La lavorazione delle fibre vegetali ed animali e la diffusione del progresso tecnologico legato alla filatura è testimoniata dai numerosissimi ritrovamenti archeologici di fusarole che dimostrano la capacità di produrre filati di ogni spessore e resistenza molto prima dell'evoluzione della tessitura.

Le caratteristiche che distinguono un filo, cioè morbidezza, lunghezza, resistenza, consentono l'uso di uno strumento, il telaio, su cui è possibile tendere un ordito ed inserirvi opportunamente la trama ottenendo la superfice piatta e flessibile così versatile, utile, resistente da essere tuttora tra i manufatti più diffusi: il tessuto.

L'intreccio di elementi vegetali come canne, giunchi, erbe allungate o arbusti, si esegue invece a mano libera, cosa impossibile con elementi sottili (e morbidi) come quelli ottenuti con la filatura di fibre.

Tessitura = matematica e morbidezza

Non sappiamo quando per la prima volta è stato teso un ordito di fili e si è iniziata l'avventura del telaio e del tessuto. Probabilmente, come dicevamo in precedenza a proposito delle tecniche di sopravvivenza, ciò è accaduto molte volte nella storia dell'uomo. E quindi molti nostri progenitori hanno presumibilmente più volte dovuto misurarsi con le forme di matematica elementare, che sono connesse alla tessitura. Anche l'intreccio aveva sicuramente fatto fare di conto ma per il tessuto diventa quasi indispensabile saper progettare con sempre più precisione l'oggetto che si desidera realizzare.

La divisione tra fili pari e fili dispari è poi la base del tessuto fondamentale: la tela.

Per tessere l'uomo ha dunque dovuto risolvere sia dei problemi teorici, sviluppando capacità matematiche necessarie a progettare manufatti via via più complessi, che tecnologici, ottenendo materiali sempre più funzionali, resistenti e morbidi.

Anche la tintura delle fibre utilizzate per tessere è una tecnologia che accompagna sin dall'inizio la produzione dei filati. Essa ha dato all'uomo la possibilità di sviluppare ed esprimere anche un'altra fondamentale sua componente: la sensibilità estetica. I tessuti sono diventati subito memoria e simbolo, offerta e preghiera accompagnando i defunti ed arrivando sino a noi a volte come enciclopedie delle origini.

La ricchezza degli effetti estetici ottenuti con la tessitura è talmente famigliare anche nel nostro tempo che a volte sfugge la storia e la complessità che sta dietro a questa tecnologia.

La tessitura è forse la più antica tecnologia utilizzata dall'uomo che continua ad essere fondamentale. Pensiamo che a tutt'oggi la stragrande maggioranza del nostro abbigliamento, di molti oggetti di arredamento e anche tanti strumenti sono prodotti di origine tessile.


[NB]Questo è una bozza per il testo dell'articolo "Tracce e trecce - L'arte delgli intrecci e delle trame" di Anna Mayer e Tiziana Aste - Archeoworks 1/2005